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9 novembre 2011

Alsazia, tra draghi e scimmiette

Dopo un ultimo giretto a Starsburgo, durante il quale non abbiamo trovato nemmeno un bar aperto per fare colazione, abbiamo cominciato a percorrere la strada verso la nostra seconda meta.

Durante il percorso però ci siamo fermati a fare qualche tappa interessante e divertente.

La prima fermata è stata Obernai


bellissimo centro a pochi km da Strasburgo, dove ci siamo goduti una abbondante colazione, seduti sui tavolini all'aperto di un bar, con tanto di baguette alla Nutella e torta di mele fresca. 


 Ci voleva proprio per ricaricarci.


Abbiamo fatto due passi per il centro e sbirciato qualche negozietto, alcuni per la gioia degli occhi, altri per la felicità del palato.


La seconda importante tappa è stato lo straordinario Castello di Haut-Koenigsbourg.


Noi stavamo parcheggiando nel primo spiazzo che abbiamo incontrato, ma un gruppo di ragazzi belgi che stavano prendendo la macchina per andarsene, ci hanno gentilmente informati che lungo la salita che portava al castello avremmo trovato tantissimo posto e ci hanno preceduti indicandoci fuori dai finestrini  ogni posto libero che vedevano. Dopo esserci fatti un sacco di risate, abbiamo trovato posto proprio sotto il castello.


Abbiamo ripreso la nostra caccia ai draghi.  L'abbiamo cercato tra cavalieri



aquile


e nei punti più nascosti


E alla fine, udite udite! L'abbiamo trovato!


Inutile cercare di descrivere la sorpresa e l'eccitazione di Tia nel vedersi un drago così da vicino! Dopo tante ricerche finalmente la sua curiosità è stata soddisfatta.

Il Castello è davvero bello e tenuto molto bene, merita sicuramente una visita e dalle sue torri si gode di un panorama stupendo. Tia ci si è divertito tantissimo.


Per pranzo non potevamo non prendere degli hot dog, da mangiare comodamente seduti sui tavolini del baracchino appena fuori dal castello e dopo questo bel pranzetto, via, in marcia verso la prossima meta.



Appena entrati siamo stati forniti di pop corn che le scimmiette libere di correre, arrampicarsi, avvicinarsi, giocare e litigare erano ben felici di prendere dalle nostre mani.


Anche durante questa giornata Tia è stato bravissimo, nonostante non fosse in formissima fisicamente (genitori degeneri!!!!)

To be continued...


Info pratiche

Il costo del biglietto d'entrata è € 8,00 ma sotto i 18 anni si entra gratis.
All'entrata è disponibile gratuitamente una piccola guida in tutte le lingue, italiano compreso
Il parcheggio è gratuito e molto ampio

Bellissimo parco immerso nel verde
Il sentiero da percorrere è popolato da guide che danno info sulla vita delle scimmie e su come comportarsi con loro
Alla fine del percorso c'è un bar con un parco giochi per bambini

8 giugno 2011

Lago di Garda - Parco Sigurtà

Grazie a questo post di Mammagiramondo siamo venuti a conoscenza dell'esistenza dell'Alto Mincio Family Park e di una vantaggiosa offerta riguardante proprio il ponte del 2 giugno!

Con una recensione tanto positiva da parte della mamma girovaga più affidabile che ci sia, la prenotazione è stata immediata.

Non starò a dilungarmi sulle caratteristiche del Family Park, dico solo che, visto che nonna M. se la spassava in Sardegna, eravamo noi tre, la mitica zia Fede, l'adolescente Sara ed il nonnino L., in 2 casette separate e che ci siamo trovati benissimo sfruttando tutte le comodità del village: bar, ristoranti, negozi, piscine, baby club, verandine delle casette.

Proprio il posto che ci voleva per passare qualche giorno in compagnia, rilassarci e girare, come sempre.

Tralasciamo il fatto che la mattina, prima della partenza per il tanto atteso lungo weekend, abbiamo fatto tappa alla guardia medica per il febbrone di H.J. e siamo partiti muniti di antibiotico.

Per fortuna l'aria di vacanza gli ha fatto bene! Anche il tempo è stato dalla nostra: pioveva di notte ed al mattino venivamo sempre accolti da un bel sole e dall'aria frizzantina.

Dopo un pomeriggio di ambientazione all'interno del campeggio, siamo partiti la mattina dopo alla volta del vicinissimo e famosissimo Parco Sigurtà.

Nato nel 1417 ed aperto al pubblico dal 1978 grazie alle amorevoli cure di Carlo Sigurtà, "la conservazione di questo complesso ecologico è stata affidata al rispetto dei visitatori, che lo hanno definito una meraviglia unica al mondo, tanto che il Parco-Giardino è considerato oggi fra i più straordinari al mondo".

Abbiamo iniziato la nostra visita col trenino

Nonostante la fretta del conducente, siamo rimasti affascinati dalla bellezza, dai colori, dalla vastità e dalla varietà delle colture del parco.

Ci siamo innamorati delle ninfee dei laghetti
Ci siamo avvicinati incuriositi e pieni di speranza alla Pietra della Giovinezza ("no Fede, qui parla solo di giovinezza dello spirito!!!")

Ci siamo lasciati tentare da una passeggiata a piedi nudi sul grande manto erboso che sembra finto quanto è perfetto

siamo andati alla ricerca delle carpe nei laghetti
e abbiamo individuato un posticino tranquillo su cui riposare le nostre stanche membra Ci siamo persi tra i misteriosi bossi e siamo andati alla ricerca di particolarità anche tra i fiori più comuni.
Durante la visita ci ha colpito il vicino Castello Scaligero che si scorge all'esterno del Parco



così, finito il nostro tour, siamo andati a cercarlo, sempre a Valeggio.


Dopo una piccola salita a piedi siamo arrivati alle rovine del castello.


Le torri sferzate dal vento sembrano il posto ideale per ospitare il mitico drago che andiamo cercando con Tia in ogni castello che incontriamo sulla nostra strada e qui siamo andati alla ricerca anche di un certo fantasma... ma le nostre ricerce non hanno dato buoni frutti...


Siamo tornati al village stanchi ma già pronti per la gita del giorno dopo.



Alcune info pratiche

il Parco Sigurtà si trova a Valeggio sul Mincio

una volta lasciata l'auto al vicino parcheggio gratuito, si può raggiungere l'entrata del parco con una navetta, anch'essa gratuita

qui trovate orari e prezzi, noi abbiamo potuto approfittare di sconti grazie all'Ikea Family Card

il parco
può essere visitato a piedi, in bici, col trenino, con shuttle o con golf cart

all'entrata non mancate di prendere la Mappetà, la cartina dedicata ai visitatori più piccoli su cui la mascotte del Parco, lo scoiattolo Tà, indica un divertente itinerario tra giochi, esperimenti e curiosità irresistibili per i nostri piccoli esploratori.

17 agosto 2010

Puntiamo alla punta dello stivale: Reggio Calabria


Come sempre durante le nostre vacanze, corte o lunghe che siano, cerchiamo di visitare, vedere ed imparare il più possibile da quello che ci circonda.

Ci sono quindi dei giorni in cui rinunciamo al mare per guardarci un po' in giro.

Un giorno abbiamo deciso di toccare la punta dello stivale e siamo arrivati a Reggio Calabria.

Che sorpresa vedere la Sicilia così vicina! Sembra quasi di toccarla!

A volte è anche la “Fata Morgana” a dare questa sensazione, un fenomeno di miraggi ottici che sembra avvicinare la costa della vicina isola creando immagini di città irreali.

Reggio ha un bellissimo lungomare con il mare da una parte e delle lussureggianti aiuole dall'altra con palme altissime, magnolie centenarie

e fiori variopinti.

Qua e là incontriamo monumenti come la statua di Atena dedicata allo sbarco di Vittorio Emanuele III per l'attentato a suo padre Umberto I, c'è un monumento dedicato ai caduti, delle statue gigantesche di uomini che sembrano fare yoga, per non parlare dei resti delle mura greche e delle terme romane!

Per scoprire l'interno della città decidiamo di approfittare del tapis roulant

che ci porta fino alla via che conduce al castello

e la chiesa degli Ottimati, per poi arrivare al bianchissimo duomo


Purtroppo siamo arrivati all'ora di pranzo, quindi non abbiamo potuto visitare niente all'interno ed è stato anche molto difficoltoso trovare qualcosa di aperto anche per mandare giù un boccone. E' stata impresa davvero ardua trovare un unico bar aperto che potesse sfamare noi poveri turisti affamati e stanchi... ma ce l'abbiamo fatta e abbiamo approfittato di qualche arancino!


Ovviamente anche i negozi del corso principale, sono chiusi... per fortuna non avevamo in mente di fare shopping!


Maròòò!!! Che turisti sprovveduti!!


Dopo questo bel tour, però una cosa ci rimane il tempo di fare un bel tuffetto in piscina, a casa, l'ideale per rilassarci e rinfrescarci un po'!



Informazioni pratiche:


Su tutto il lungomare il parcheggio è a pagamento: € 0,50/ora


Il tapis roulant diretto alle vie principali si trova all'altezza del monumento di Atena e, partendo dal lungomare porta al centrale Corso Garibaldi, dove si trova anche il duomo e a via Aschenez, dove si trovano il castello e la chiesa degli Ottimani.



26 aprile 2010

Il primo della stagione...

Ieri è stata una domenica all’insegna de “il primo della stagione…”

Abbiamo caricato le bici in macchina e ci siamo diretti da NonnoSeggio e Nonnadiana per un bel pranzetto in compagnia e a pensare a dove poter fare il primo un giro in bici della stagione.

Scartando i percorsi asfaltati per la città, abbiamo optato per fare il primo giro al Parco Sempione della stagione.

Nel breve tragitto dalla casa dei nonni il nostro piccolo eroe ha fatto in tempo a farsi una sana pennica ristoratrice, anche perché la ricerca di un parcheggio è stata mooooolto lunga.

Alla fine abbiamo trovato un buco all’Arco della Pace.

Giù le bici, sveglia il piccolo, caricalo sul seggiolino sulla bici di papà e via! Mamma si porta dietro la solita borsa alla Mary Poppins completa di cambio bimbo, salviettine, acqua, gommoselle, fazzoletti di carta, macchinina-moto-trattorino da viaggio, portafogli e cellulare. Insomma, il minimo indispensabile per la sopravvivenza.

Indescrivibile la quantità di persone che abbiamo trovato: a piedi, in bici, coi monopattini, da soli, a coppie, in gruppi, con figli, senza figli, giovani, medi e vecchi, con o senza cani, eleganti, a petto nudo, con gli infradito, col copricostume… c’era di tutto e di più.




Con le nostre belle bici siamo arrivati all’entrata del Castello Sforzesco, abbiamo attraversato la Corte Ducale e siamo sbucati in Piazza Castello dove ci attendevano due poliziotti su cavalli bianchi e la grande fontana che Tia è corso subito a vedere e toccare, ovviamente.

Siamo rientrati al parco e ci siamo fermati un po’ ad ascoltare il primo “tradizionale” concerto di bonghi della stagione che si svolge in un piccolo anfiteatro che sembra proprio fatto apposta. Ci siamo seduti qualche minuto a lasciarci deliziare dai ritmi tribali.



Dopo questo breve riposo riprendiamo le bici e andiamo in uno dei numerosi baracchini a prenderci il primo gelato della stagione. Io e Homer J. scegliamo un bel Love Chocolate, mentre il piccolo goloso preferisce il classico Cremino. Ha trovato davvero deliziosa la copertura di cioccolato, mentre credo fosse solo passabile il gelato al fior di latte all’interno. Homer J. “e va bene mamma dai, qualcuno doveva pur finirlo. Eh!”



Fatta la merendina abbiamo pedalato direttamente all’area giochi: una serie di altalene, animaletti dondolanti e quello che Tia preferisce in assoluto: gli scivoli! Bassi, alti, dritti, ondulati uniti da un corridoio fatto di legno con varianti tipo ponti tibetani, arrampicamenti con le corde, salite, discese. Ce n’è per tutti i gusti e non sto a descrivervi l’affollamento.

Il nostro eroe era incontenibile, faceva la fila per scendere dagli scivoli, attendeva con impazienza incitantd chi stava davanti a lui a darsi una mossa. Aiutava bambini grandi il triplo di lui a salire con le corde, è stato aiutato a sua volta a superare il ponte tibetano.

Dopo gli scivoli siamo andati a vedere il trenino che fa un breve giro tra Puffi e Sette Nani, passando sotto una mini galleria.

Ma in fondo chissenefrega del trenino! Ci sono le macchinine che vanno a gettoni. Sale con papà a fare il primo giro sulle macchinine della stagione. Dovevate vedere l’espressione terrorizzata di papà: si stava svolgendo una gara senza regole e giustamente Tia voleva gestire il volante in autonomia. Non vi dico! Ma Homer J. ne è uscito vivo.

E’ stata dura far scendere Attila dopo 2 giri… ma alla fine siamo riusciti a farlo rimontare in bici a fare un ultimo giro prima di tornare a casa.

Finalmente la prima domenica primaverile della stagione!

11 novembre 2011

Come una volta


L'ultimo giorno del nostro viaggio in Alsazia ci ha portati indietro nel tempo, all'Ecomuseo.

Un passo indietro nel passato. L'Ecomuseo è "... composto da circa 70 autentiche case contadine, smontate pezzo per pezzo nel loro villaggio d’origine, con il contributo di migliaia di donatori di oggetti e di volontari."
 

Si viene invitati ad entrare in ognuna delle casette che formano questo piccolo antico villaggio. Abbiamo trovato affascinante poter entrare nelle case a graticcio, poterne vedere l'arredamento semplice, pratico ed essenziale del XIX e XX secolo.
 

Abbiamo incontrato il vasaio, il fabbro, il pescatore, il fabbricante di ruote
 

Abbiamo visto l'interno del mulino, la falegnameria, la stazione


I nostri amati nidi delle cicogne


Abbiamo regalato ghiande a maiali felici, siamo stati allegramente inseguiti dalle caprette libere per le stradine, abbiamo scoperto orti rigogliosi, siamo saliti sulla torre del piccolo castello, sorpresi dai servizi igienici nella veranda esterna (da vedere per farsi due sane risate!)

Tia ha anche fatto un paio di giretti su queste giostrine 
 

very very vintage



Dopo un pasto sui tavoloni esterni del fornaio, a base di torta flambée e torta al formaggio bianco, ci siamo diretti verso il Bioscope, che si trova proprio a due passi dall'Ecomuseo, ma, ahimé, l'abbiamo trovato chiuso, con  nostra triste sorpresa...

Ci siamo quindi decisi a tornare verso casa, lasciandoci alle spalle colline e vigneti variopinti, le care cicogne, i paesini che conservano stretti i loro preziosi antichi gioielli, quello che ci portiamo dietro ad ogni viaggio: tanti chilometri sotto le scarpe, sorrisi, sorprese, coccole, giochi, scoperte, curiosità, foto, video, abbracci, le notti nel lettone tutti insieme e qualche capriccio qua e là.


Info pratiche


- biglietto adulti €13,00, biglietto bimbi € 9,00 (gratis fino a 3 anni)
- all'interno del museo c'è un negozietto dove si trovano tante cosine tipiche carine da acquistare
- ci sono un ristorante ed un fornaio e tavoli per consumare pranzi al sacco



12 dicembre 2011

Gita delle meraviglie


Per questo ponte abbiamo deciso di stare a casa, di non intraprendere nessun viaggio, riposare, rilassarci, goderci le ore passate insieme con tutta calma, senza programmi, ci svegliamo la mattina e decidiamo al momento cosa fare.

Sabato siamo tornati a Milano per cercare Babbo Natale al Villaggio delle Meraviglie.

 

a riassaporare quell'aria di Natale di cui ormai non possiamo più fare a meno



La prima tappa, una volta entrati al Parco è stato un bel giretto con mammà sul Brucomela con tanto di spruzzo di neve.


Ci siamo riempiti il pancino di hot dog, toast e salamella, qualche giretto sugli scivoli, un'occhiata al castello di ghiaccio, ma solo da fuori che dentro ci sono i mostri!

 

Però non potevamo lasciarci sfuggire il cinema in 4D con una storiella sulle disavventure di un elfo alle prese con la consegna dei regali.

All'inizio Tia ha avuto paura delle immagini che prendevano vita e sembrava ci venissero incontro, degli effetti speciali: gli spruzzi d'acqua e di vento sul viso... si attaccava a me, stringendomi la mano. Dopo poco però il divertimento e le risate hanno preso il sopravvento, la stretta della sua manina ha cominciato ad allentarsi e, alla fine, il mio prode ometto ha addirittura detto "faceva troppo ridere l'elfo!" (che pagliaccio!)

Ma... ma... eccolo Babbo Natale!! E' seduto sulla sua grande poltrona e prende in braccio i bimbi che gli raccontano cosa vorrebbero ricevere...


dai Tia! Andiamo da Babbo così gli dici anche tu cosa ti piacerebbe ricevere per Natale! 

no mamma, no... non mi ricordo tutto quello che vorrei, sono troppe cose!



Allora vale la pena fare un altro giro di bruco con papà, rubacchiare ghiande agli elfi


e fare una scalata prima di riprendere il treno che ci riporti a casa.



Il tempo di preparare una torta per gli amici che ci hanno  invitati a cena e via!

9 maggio 2012

Oslo e la pioggia


"Non c'è brutto tempo, solo vestiti fatti male", questo detto ha calzato a pennello per la pioggia che ci ha salutato al nostro risveglio il terzo giorno a Oslo.

Cielo grigio, pioggerella, ma noi non ci lasciamo certo intimorire ed abbiamo i vistiti giusti, quindi via!

Dopo un giretto lungo il fiume, la seconda tappa è il Museo Nazionale di tecnica e scienza che però, purtroppo, è chiuso e come altri bimbi e genitori rimaniamo qualche minuto davanti all'entrata un po' delusi...

Ma c'è ancora tanto da vedere!

Decidiamo di prendere la metro per andare verso i monti! E' la prima volta che ci capita di prendere una metropolitana in salita! E' incredibile come, spostandosi di poco dal centro, ci si ritrovi in mezzo ai boschi, con sentierini che portano a meravigliose casette in legno. Il nostro obiettivo è l'impressionante trampolino olimpico... e a vederlo da vicino ci rendiamo conto che... impressionante è dire poco! 

Decidiamo però di provare a fare un salto da questa altezza vertiginosa... col simulatore però! Urla e risate per tutti!

Intanto la pioggia se ne va...

Torniamo verso il centro, andiamo a visitare il Castello di Akershus, che si affaccia sul mare e siamo anche tanto fortunati da assistere al cambio della guardia!


Non abbiamo ancora visitato le isole che punteggiano il fiorod, ne scegliamo una a caso, quella che ci ispira di più e ci ritroviamo letteralmente in un altro mondo.

Dal traghetto scendono isolani che tornano dal centro, magari dopo aver fatto la spesa.

Ci accoglie un territorio selvatico: stradine sterrate, non c'è l'ombra di una macchina,

 

i bimbi giocano a calcio dividendo il campo con un gruppo di tranquille anatre (tranquille fino all'arrivo di Tia, naturalmente!)


Casette nascoste tra gli alberi


abitanti che si prendono cura delle piante o organizzano grigliate all'aperto, un negozietto che vende di tutto un po'

 

Abbiamo girato tutta l'isola, con calma, giocando con rami e rametti trovati sui sentieri, abbiamo atteso il traghetto del ritorno sul molo lanciando pane a cigni e gabbiani.

E' ora di salutare Oslo, la Norvegia e quella miriade di ragazzi con la salopette rossa che abbiamo incontrato ogni giorno, a qualsiasi ora, ovunque, in gruppo o da soli, attivi o a riposo, silenziosi o chiassosi, ubriachi o sobri... Insomma, sono onnipresenti e qui abbiamo capito perché:

"Chiunque girasse per le strade della norvegia in questo periodo incontrerebbe ovunque giovani con delle strane braghe rosse (okay qualcuno le ha blu e forse tre in tutta la norvegia le hanno nere) che girano in gruppi o che si infilano su strani autobus dai vetri oscurati marcati in maniera strana, come ad esempio il misterioso “Plan 2″.
Ebbene, questi giovani fanno parte del Russ. Il Russ è una dimostrazione di maturità (vabbè…) che i giovani norvegesi fanno immediatamente prima dell’esame di maturità delle superiori. Il colore delle braghe che portano ha una relazione con il corso universitario che hanno scelto. Originariamente mi dicevano colleghi norvegesi che il Russ è nato come affermazione di maturità da parte dei giovani, stava a significare la presa di coscienza politica della gioventù, qualcosa per dire “Sono maturo ora, posso scegliere una università, posso iscrivermi a un partito politico.”
Ovviamente una dimostrazione di maturità alla norvegese non può fare altro che trasformarsi in una colossale sbevazzata continua. I ragazzi del Russ li trovi ovunque, girano su questi autobus o per le strade per giorni interi, ubriacandosi e riposandosi sui sopracitati mezzi. E’ una festa che dura settimane ..."

  

A breve un post "pratico".
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