9 novembre 2011
Alsazia, tra draghi e scimmiette
8 giugno 2011
Lago di Garda - Parco Sigurtà
Con una recensione tanto positiva da parte della mamma girovaga più affidabile che ci sia, la prenotazione è stata immediata.
Non starò a dilungarmi sulle caratteristiche del Family Park, dico solo che, visto che nonna M. se la spassava in Sardegna, eravamo noi tre, la mitica zia Fede, l'adolescente Sara ed il nonnino L., in 2 casette separate e che ci siamo trovati benissimo sfruttando tutte le comodità del village: bar, ristoranti, negozi, piscine, baby club, verandine delle casette.
Proprio il posto che ci voleva per passare qualche giorno in compagnia, rilassarci e girare, come sempre.
Tralasciamo il fatto che la mattina, prima della partenza per il tanto atteso lungo weekend, abbiamo fatto tappa alla guardia medica per il febbrone di H.J. e siamo partiti muniti di antibiotico.
Per fortuna l'aria di vacanza gli ha fatto bene! Anche il tempo è stato dalla nostra: pioveva di notte ed al mattino venivamo sempre accolti da un bel sole e dall'aria frizzantina.
Dopo un pomeriggio di ambientazione all'interno del campeggio, siamo partiti la mattina dopo alla volta del vicinissimo e famosissimo Parco Sigurtà.
Nato nel 1417 ed aperto al pubblico dal 1978 grazie alle amorevoli cure di Carlo Sigurtà, "la conservazione di questo complesso ecologico è stata affidata al rispetto dei visitatori, che lo hanno definito una meraviglia unica al mondo, tanto che il Parco-Giardino è considerato oggi fra i più straordinari al mondo".
Abbiamo iniziato la nostra visita col trenino
Nonostante la fretta del conducente, siamo rimasti affascinati dalla bellezza, dai colori, dalla vastità e dalla varietà delle colture del parco.
Ci siamo innamorati delle ninfee dei laghetti
Ci siamo avvicinati incuriositi e pieni di speranza alla Pietra della Giovinezza ("no Fede, qui parla solo di giovinezza dello spirito!!!")
Ci siamo lasciati tentare da una passeggiata a piedi nudi sul grande manto erboso che sembra finto quanto è perfetto
siamo andati alla ricerca delle carpe nei laghetti
e abbiamo individuato un posticino tranquillo su cui riposare le nostre stanche membra
Ci siamo persi tra i misteriosi bossi e siamo andati alla ricerca di particolarità anche tra i fiori più comuni.
Durante la visita ci ha colpito il vicino Castello Scaligero che si scorge all'esterno del Parco
così, finito il nostro tour, siamo andati a cercarlo, sempre a Valeggio.

Dopo una piccola salita a piedi siamo arrivati alle rovine del castello.


Siamo tornati al village stanchi ma già pronti per la gita del giorno dopo.
il Parco Sigurtà si trova a Valeggio sul Mincio
una volta lasciata l'auto al vicino parcheggio gratuito, si può raggiungere l'entrata del parco con una navetta, anch'essa gratuita
qui trovate orari e prezzi, noi abbiamo potuto approfittare di sconti grazie all'Ikea Family Card
il parco può essere visitato a piedi, in bici, col trenino, con shuttle o con golf cart
all'entrata non mancate di prendere la Mappetà, la cartina dedicata ai visitatori più piccoli su cui la mascotte del Parco, lo scoiattolo Tà, indica un divertente itinerario tra giochi, esperimenti e curiosità irresistibili per i nostri piccoli esploratori.
17 agosto 2010
Puntiamo alla punta dello stivale: Reggio Calabria
Ci sono quindi dei giorni in cui rinunciamo al mare per guardarci un po' in giro.
Un giorno abbiamo deciso di toccare la punta dello stivale e siamo arrivati a Reggio Calabria.
Che sorpresa vedere la Sicilia così vicina! Sembra quasi di toccarla!
A volte è anche la “Fata Morgana” a dare questa sensazione, un fenomeno di miraggi ottici che sembra avvicinare la costa della vicina isola creando immagini di città irreali.
Reggio ha un bellissimo lungomare con il mare da una parte e delle lussureggianti aiuole dall'altra con palme altissime, magnolie centenarie
e fiori variopinti.
Qua e là incontriamo monumenti come la statua di Atena dedicata allo sbarco di Vittorio Emanuele III per l'attentato a suo padre Umberto I, c'è un monumento dedicato ai caduti, delle statue gigantesche di uomini che sembrano fare yoga, per non parlare dei resti delle mura greche e delle terme romane!
Per scoprire l'interno della città decidiamo di approfittare del tapis roulant
che ci porta fino alla via che conduce al castello
e la chiesa degli Ottimati, per poi arrivare al bianchissimo duomo
Ovviamente anche i negozi del corso principale, sono chiusi... per fortuna non avevamo in mente di fare shopping!
Maròòò!!! Che turisti sprovveduti!!
Dopo questo bel tour, però una cosa ci rimane il tempo di fare un bel tuffetto in piscina, a casa, l'ideale per rilassarci e rinfrescarci un po'!
Informazioni pratiche:
Su tutto il lungomare il parcheggio è a pagamento: € 0,50/ora
Il tapis roulant diretto alle vie principali si trova all'altezza del monumento di Atena e, partendo dal lungomare porta al centrale Corso Garibaldi, dove si trova anche il duomo e a via Aschenez, dove si trovano il castello e la chiesa degli Ottimani.
26 aprile 2010
Il primo della stagione...
Ieri è stata una domenica all’insegna de “il primo della stagione…”
Abbiamo caricato le bici in macchina e ci siamo diretti da NonnoSeggio e Nonnadiana per un bel pranzetto in compagnia e a pensare a dove poter fare il primo un giro in bici della stagione.
Scartando i percorsi asfaltati per la città, abbiamo optato per fare il primo giro al Parco Sempione della stagione.
Nel breve tragitto dalla casa dei nonni il nostro piccolo eroe ha fatto in tempo a farsi una sana pennica ristoratrice, anche perché la ricerca di un parcheggio è stata mooooolto lunga.
Alla fine abbiamo trovato un buco all’Arco della Pace.
Giù le bici, sveglia il piccolo, caricalo sul seggiolino sulla bici di papà e via! Mamma si porta dietro la solita borsa alla Mary Poppins completa di cambio bimbo, salviettine, acqua, gommoselle, fazzoletti di carta, macchinina-moto-trattorino da viaggio, portafogli e cellulare. Insomma, il minimo indispensabile per la sopravvivenza.
Indescrivibile la quantità di persone che abbiamo trovato: a piedi, in bici, coi monopattini, da soli, a coppie, in gruppi, con figli, senza figli, giovani, medi e vecchi, con o senza cani, eleganti, a petto nudo, con gli infradito, col copricostume… c’era di tutto e di più.

Con le nostre belle bici siamo arrivati all’entrata del Castello Sforzesco, abbiamo attraversato la Corte Ducale e siamo sbucati in Piazza Castello dove ci attendevano due poliziotti su cavalli bianchi e la grande fontana che Tia è corso subito a vedere e toccare, ovviamente.
Siamo rientrati al parco e ci siamo fermati un po’ ad ascoltare il primo “tradizionale” concerto di bonghi della stagione che si svolge in un piccolo anfiteatro che sembra proprio fatto apposta. Ci siamo seduti qualche minuto a lasciarci deliziare dai ritmi tribali.

Dopo questo breve riposo riprendiamo le bici e andiamo in uno dei numerosi baracchini a prenderci il primo gelato della stagione. Io e Homer J. scegliamo un bel Love Chocolate, mentre il piccolo goloso preferisce il classico Cremino. Ha trovato davvero deliziosa la copertura di cioccolato, mentre credo fosse solo passabile il gelato al fior di latte all’interno. Homer J. “e va bene mamma dai, qualcuno doveva pur finirlo. Eh!”

Fatta la merendina abbiamo pedalato direttamente all’area giochi: una serie di altalene, animaletti dondolanti e quello che Tia preferisce in assoluto: gli scivoli! Bassi, alti, dritti, ondulati uniti da un corridoio fatto di legno con varianti tipo ponti tibetani, arrampicamenti con le corde, salite, discese. Ce n’è per tutti i gusti e non sto a descrivervi l’affollamento.
Il nostro eroe era incontenibile, faceva la fila per scendere dagli scivoli, attendeva con impazienza incitantd chi stava davanti a lui a darsi una mossa. Aiutava bambini grandi il triplo di lui a salire con le corde, è stato aiutato a sua volta a superare il ponte tibetano.
Dopo gli scivoli siamo andati a vedere il trenino che fa un breve giro tra Puffi e Sette Nani, passando sotto una mini galleria.
Ma in fondo chissenefrega del trenino! Ci sono le macchinine che vanno a gettoni. Sale con papà a fare il primo giro sulle macchinine della stagione. Dovevate vedere l’espressione terrorizzata di papà: si stava svolgendo una gara senza regole e giustamente Tia voleva gestire il volante in autonomia. Non vi dico! Ma Homer J. ne è uscito vivo.
E’ stata dura far scendere Attila dopo 2 giri… ma alla fine siamo riusciti a farlo rimontare in bici a fare un ultimo giro prima di tornare a casa.
Finalmente la prima domenica primaverile della stagione!














