12 maggio 2010

La cassetta degli attrezzi più fornita di quella di papà!

Piove... piove... piove. Stiamo vivendo la primavera più piovosa dai tempi dell'Arca di Noè. Invece di starsene a scorrazzare in giardino, Tia è costretto in casa al chiuso. Immagino di vivere molto diversamente il mese di maggio, ero convinta di dovergli portare un letto nella casetta in giardino, tanto per evitare la litigata quotidiana per farlo salire in casa. Invece no. L'unico lato positivo è che possiamo continuare a fare i nostri bei lavoretti. Ieri abbiamo costruito la cassetta degli attrezzi di Manny. Grazie a Homemademamma abbiamo stampato il template per costruire la mitica cassetta, insieme a tutti gli attrezzi. Abbiamo ritagliato le sagome e le abbiamo incollate su un cartoncino delle confezoni di biscotti et voilà!
Non commento l'invidia di Homer J. nel constatare che in casa è arrivata una cassetta più fornita della sua.
GiustificaTutti dentro, andiamo su Tutti dentro, come on let's go! Tutti dentro, muoviamoci, si va Ci aspettano, So Hurry up!

11 maggio 2010

La mia carriera

A volte mi viene un dubbio ed insieme a questo dubbio arrivano a ruota libera un triliardo di pensieri.

Mamma o carriera
? Oppure mamma e carriera?


Quando Tia è nato non ho avuto dubbi: mamma e lavoro.


Devo precisare che non sono mai stata una donna in carriera.

Ho sempre pensato che fosse giusto continuare a lavorare, ad avere contatti con adulti che non fossero solo Homer J.. Diciamo che sentivo la necessità di continuare ad avere una sorta di vita sociale. Per non parlare del fatto che comunque, con uno stipendio solo, non avremmo potuto andare avanti.

Così, una volta nato Tia, ho chiesto il part-time. La mattina ognuno alle sue occupazioni ed al rientro la famiglia torna piano piano a ricomporsi: mamma torna dal lavoro, va a prendere il piccino al nido e la sera arriva papà.

Magari stringiamo un po' più la cinghia, ma è sembrato a tutti il miglior compromesso.


So bene che non tutte le famiglie possono permettersi uno stipendio dimezzato, quindi spesso non si tratta di una questione di scelta ma di pura necessità.

Poi ci sono mamme che per la carriera ed un ottimo stipendio non vedono i propri figli per giorni e notti e riescono a ritagliarsi anche dei momenti solo per se stesse.
Persone che amano il loro lavoro ed il loro stile di vita.

I loro bimbi non soffrono della mancanza di mamma e papà, anzi! Coi nonni stanno alla grande!
Queste mamme e questi papà, quando ci sono, danno ai loro figli tutto l'affetto del mondo e, dicono i pediatri, ai piccoli bastano anche pochi minuti passati con i genitori, l'importante è che siano pochi minuti di qualità.

A questo punto mi chiedo cosa sia meglio per un figlio: avere più possibilità economiche ma vedere meno i propri genitori, o viceversa?
Tia, quando i suoi amici avranno delle cose che lui non avrà, si sentirà inferiore?
Oppure non gliene fregherà niente e adorerà gli sforzi che ora stiamo facendo per non fargli mancare niente?
Ci rinfaccerà di dover rinunciare all'ultima versione di Playstation o ci ringrazierà per aver fatto determinate scelte?

Adesso come adesso non possiamo saperlo. Probabilmente ci saranno momenti in cui ci ringrazierà ed altri in cui ci detesterà.

Io intanto cerco di passare tanto tempo di qualità con lui: giochiamo, facciamo lavoretti, andiamo a spasso, parliamo, litighiamo, ci scambiamo coccole e piccoli punti di vista.

Ho messo da parte il mio terrore di volare per aprirgli la mente a nuove esperienze e culture.

L'abbiamo iscritto al nido perché possa fare piccole ma basilari esperienze di vita.

Ho aperto un blog perché da grande, rileggendolo, possa ricordare tanti piccoli grandi avvenimenti e possa comprendere ed apprezzare tante piccole grandi scelte fatte pensando solo a lui.

10 maggio 2010

Testarossa

In casa è arrivato un libro nuovo, comprato in vista della vacanza, che impegnerà il prossimo weekend lungo.

Questa favola parla di una combriccola di animali, tra cui un gallo detto anche Testarossa.

Grazie a Diego, l'eroe del momento, Tia conosce molto bene gli animali, soprattutto quelli della giungla. Però se la cava alla grande anche con gli animali da cortile, quindi leggere questo racconto lo diverte molto, soprattutto perché la nostra prossima destinazione sarà la stessa desiderata dai protagonisti.

Ma veniamo a noi. Abbiamo cominciato a leggere questa storia e, come per ogni altra favola, cerco di spiegargli i fatti che leggiamo.

Gli
ho spiegato quindi anche il motivo per cui il gallo viene chiamato così dai suoi amici e lui, che è in pieno periodo pagliaccio, ha preso in mano una calza antiscivolo a righe rosse e se l'è messa sulla testa urlando Testarossa! Testarossa!
Che faccio? Lo mando a Zelig?

9 maggio 2010

Mamma che festa!

Prima di tutto volevo ringraziare Alem che ha ispirato questo post.


Ecco la mia terza
festa della mamma (ma di giàà???)

Chi avrebbe mai detto che io, proprio io, sarei diventata mamma.

Quando, dopo i primi tre mesi d'ordinanza, sparsi la notizia, non ci poteva credere nessuno: soprattutto quelli che mi conoscevano moooolto bene.
La risposta era, se va beh, a parte gli scherzi,cosa mi stavi dicendo?

Io ero quella che, fino a qualche mese prima, era convinta che mai e poi mai avrebbe potuto convivere con un bambino, Homer J. a parte.

Io ero quella infastidita dai capricci dei nani al supermercato, quella che preferiva di gran lunga andarsene fuori a bere qualcosa, senza nessun pensiero e nessuna responsabilità, se non per me stessa.

Poi improvvisamente cosa potrà essere successo?

Mi sono accorta che Homer J. era proprio la persona ideale con cui costruire qualcosa in più, l’unico con cui mi sarei mai sentita completa?

Tia ci ha messo qualche mese ad arrivare, la gravidanza è stata a rischio, ma alla fine è andato tutto alla grande, nonostante tutto.

Nel primo momento in cui ho visto il test di gravidanza positivo, mi era sembrato un sogno.

Proprio io avevo l'onore di diventare mamma, l'ho sempre ritenuta una cosa tanto grande da non essere da tutti e so che purtroppo è così.

Non tutte hanno la fortuna di vivere questa magia che a spiegarla non rende l'idea.

La prima volta che senti il suo battito, che lo vedi in ecografia (io poi ho avuto la sfortuna/fortuna di vedermelo tutti i mesi) diventare ogni mese più grande, la prima volta che lo senti dentro di te.

Sentirlo muovere mi rendeva ogni volta stupita e felice.

E continuo a sentirmi così ogni giorno, ad ogni suo traguardo raggiunto, ad ogni sua frase da grande, ad ogni sua espressione, ogni volta che mi chiama perché ha bisogno, per protestare, per farmi vedere assolutamente qualcosa, perché vuole le coccole o vuole farmele, per giocare.

Adesso Tia ha quasi tre anni.

Venerdì al nido hanno fatto la festa della mamma e lui, per la prima volta, mi ha detto Mamma oggi è la tua festa! Auguri!

La frase più bella che mi sia mai stata detta.


Forse non è chiarissimo, ma il lavoretto fatto all'asilo son due tovagliette per la colazione, colorate dai nostri artisti e poi plastificate.
Bellissima la frase scelta per il bigliettino!

Dirti che sei la migliore è scontato, tu che riesci a darmi il tuo amore incondizionato. Solo per un giorno vorrei essere al tuo posto per poter ricambiare tutto l'amore che posso


7 maggio 2010

In casa si fanno anche i pic nic!

Nell'attesa di andare al PinC, viste le giornate fredde e piovose che non vogliono proprio darci tregua, abbiamo pensato di organizzare un pic-nic a casa nostra.

Abbiamo preso cetrioli, insalata, pomodori, formaggio, pane, proscuitto, ma anche torta piattini di insalata, succhi di frutta e latte da qui.


La dritta ce l'ha data Silbietta postando un commento su Mammafelice.

Abbiamo stampato e ritagliato tante cosine buone e le abbiamo incollate su un cartone (giusto per farle durare un po' di più), abbiamo apparecchiato il nostro ormai famoso tappeto e ci siamo fatti una bella scorpacciata.

Il gioco è proseguito con una vendita di prodotti vari: Tia adora fare shopping ma anche vendere.

E' ancora un po' indeciso su quale strada prenderà da grande.

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